
Se c’è un modo per non rendere noiosa la Vuelta 2026 il cui esito era già scontato prima ancora che cominciasse, questo potrebbe essere legato ancora una volta ai numeri in grado di mettere sul piatto sua maestà Tadej Pogacar. Potrebbe provare a vincerle tutte (le tappe), oppure, più verosimilmente, superare il numero di successi di tappa nella singola edizione di Maertens (13), che riuscì nell’impresa nel 1977 quando portò le insegne del primato dalla prima all’ultima tappa. Oppure potrebbe provare a battere il record di fuga da lontano. Oggi intanto ha messo a segno un altro colpo: fuga di 50 km, la più lunga per lo sloveno in una gara a tappe. Sul traguardo di Andorra arriva con 2’39” di vantaggio su Jarno Widar (Lotto Intermarché) che lo scorso anno aveva vinto l’Europeo U23 e colto il secondo posto alle spalle di Seixas al Tour de l’Avenir (che il nostro Lorenzo Mark Finn si sta avviando a vincere in questa edizione quando manca una tappa, tanto per rincuorare i tanti tifosi italiani.. anche noi stiamo crescendo un fenomeno!)
Torniamo però allo sloveno, che ancora una volta ha dimostrato di essere di una categoria superiore rispetto a tutto il gruppo, di giocare (termine scelto a posta) un ciclismo diverso e che evidenzia, in modo quasi drammatico, la pochezza degli avversari a questa Vuelta. La vittoria di oggi significa la 21^ stagionale, la 129^ in carriera e la 37^ nei grandi giri. Pare che stia rinnovando fino al 2030 e oltre. Significherebbe che nessun record gli è precluso.
La cronaca
La frazione, disputata interamente nel Principato, misura 104,8 chilometri e ne raccoglie 3.000 di dislivello su un anello che tocca Port d’Envalira, Collada de Beixalis, Coll d’Ordino e Alto de La Comella.
Il gruppo transita da Encamp nei chilometri iniziali, pochi tornanti sotto Els Cortals d’Encamp, dove nel 2019 Pogacar aveva conquistato a vent’anni la sua prima tappa in un Grande Giro. Da lì la strada sale verso il punto più alto della corsa, i 2.409 metri di Port d’Envalira, valico asfaltato più elevato dei Pirenei.
La UAE Emirates XRG prende subito il controllo. La Visma-Lease a Bike prova a costruire una fuga di peso: Sepp Kuss si muove con Wout van Aert, Matthew Brennan, Ben Tulett e Bruno Armirail. Dietro, la Decathlon CMA CGM tiene un ritmo alto. Lorenzo Fortunato (XDS Astana) passa per primo al Gran Premio della Montagna al chilometro 25,1 e i battistrada vengono ripresi in discesa.
L’attacco sulla Beixalis
La Collada de Beixalis, 6,5 chilometri all’8,5% di pendenza media, cambia la corsa. UAE Emirates XRG e Decathlon CMA CGM alzano l’andatura, il gruppo si sgretola e Pogacar allunga. Felix Gall resta a ruota per qualche chilometro, poi cede a 50 dall’arrivo.
Quindici corridori raggiungono l’austriaco, altri dodici rientrano in discesa. Ai piedi del Coll d’Ordino il vantaggio dello sloveno tocca 1’40”. Gall attacca sulla salita con Oscar Onley (Netcompany Ineos) a ruota, poi arrivano Primoz Roglic (Red Bull-Bora-Hansgrohe), Kuss ed Enric Mas (Movistar). Al valico, posto al chilometro 78,7, il distacco supera i due minuti.
Pogacar continua a guadagnare fino a un massimo di 3’05”. Al primo gruppo inseguitore rientrano Richard Carapaz (EF Education-EasyPost), Mattias Skjelmose (Lidl-Trek), Widar e Gregor Mühlberger (Decathlon CMA CGM). L’ecuadoriano imposta il ritmo per un nuovo scatto di Gall sull’Alto de La Comella, terza categoria al chilometro 99,4, che stacca soltanto Carapaz e Skjelmose.
In classifica generale Pogacar precede Roglic di 3’21”. Seguono Mas a 3’32”, Kuss a 3’44”, Onley a 3’45”, Carapaz a 3’50” e Gall a 3’57”.


