CiclismoWaerenskjold, dall’ultimo posto alla vittoria: la rivincita del norvegese al Tour

Waerenskjold, dall’ultimo posto alla vittoria: la rivincita del norvegese al Tour

Gli ultimi saranno i primi e se ti chiami Soren Waerenskjold lo puoi raccontare, tra qualche anno, ai figli o addirittura ai nipoti. È lui, infatti, il vincitore dell’undicesima tappa del Tour de France, quella che da Vichy portava a Nevers, 161,3 km pianeggianti e adatti ai velocisti. Il norvegese ieri, nella frazione che ha segnato la terza vittoria di Pogacar a questo Tour, aveva tagliato il traguardo per ultimo, a quasi cinquanta minuti dallo sloveno. Acciaccato e malconcio per una caduta, aveva metaforicamente spento le luci del grande circo giallo e consegnato le chiavi al custode.

Nella notte pare che l’albergo a disposizione della sua squadra, la Uno X, non fosse neanche dei migliori e quindi possiamo anche giurare che il sonno non deve essere stato tranquillo per Soren. Eppure alla fine, in una volata strana che racconteremo, il ragazzone di Mandal, estremo sud della Norvegia, ha messo in strada tutta la rabbia degli ultimi e si è portato a casa il successo. Quasi incredulo lui, completamente increduli quelli dell’ammiraglia, inquadrati dalla regia internazionale al momento della vittoria, che non hanno nascosto la sorpresa.

Dicevamo della volata. Dopo una corsa moderatamente noiosa come solo le tappe piatte, con afa e calore quali unici ostacoli, il gruppone si è approssimato all’arrivo senza che alcuna squadra decidesse di organizzare un treno e prendere in mano le redini del finale. Con un’andatura poco più che turistica (ma pur sempre a 40 km/h) si è arrivati ai -2 km, quando improvvisamente è scoppiata la bagarre. Ma allungare un gruppo che fino ad allora passeggiava ha praticamente richiesto tutto lo spazio rimanente fino al traguardo. Così i velocisti sono rimasti un po’ sorpresi, in attesa di qualcosa che non accadeva. Ci ha pensato Soren Waerenskjold a scattare quando mancavano 300 metri al traguardo. Una mossa che, in una volata normale, sarebbe stata un suicidio, ma oggi si è rivelata vincente. Hanno provato in qualche modo a recuperare Philipsen (ancora a secco) e Kooij, ma il ragazzo era ormai lanciato. Vince con mezza bici di vantaggio.

LEGGI ANCHE

Jules Elysard
Jules Elysard
Nato in una cittadina semisconosciuta tra Mosca e San Pietroburgo (non chiedetemi perché, è una storia lunga), di padre francese e madre italiana, mi occupo di sport fin da piccolo. Amo guardare le cose da un punto di vista diverso, a volte anche problematico, ma mai dogmatico. Ho collaborato con diversi quotidiani.

Calendario sportivo 2026

Ultimi articoli

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui