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Wembanyama trascina gli Spurs: Thunder travolti, la finale Ovest va a gara 7

Wembanyama
Wembanyama dominante sotto canestro non fa passare nessuno

La finale della Western Conference NBA torna a Oklahoma City per gara 7. I San Antonio Spurs hanno battuto nettamente i Thunder 118-91 in gara 6, cancellando la brutta sconfitta di due giorni fa e rimettendo in equilibrio la serie.

Il protagonista, ancora una volta, è stato Victor Wembanyama. Il francese ha chiuso con 28 punti, 10 rimbalzi e 3 stoppate, guidando gli Spurs nella serata più importante della loro stagione. San Antonio non si è limitata a vincere: ha dominato, soprattutto nella ripresa, togliendo ritmo, fiducia e soluzioni offensive a Oklahoma City.

La gara decisiva si giocherà sabato notte a Oklahoma City. Chi passerà il turno ospiterà mercoledì i New York Knicks nella prima partita delle NBA Finals.

Gli Spurs sono entrati in campo con un’energia diversa rispetto a gara 5, persa 127-114. Wembanyama ha dato subito il tono alla partita: due triple nei primi possessi, una stoppata su Shai Gilgeous-Alexander dopo appena 1’27” e San Antonio avanti 9-2. Nel solo primo quarto il lungo francese aveva già prodotto 11 punti, 5 rimbalzi, un assist e una stoppata.

È stata la risposta che gli Spurs cercavano. Più aggressivi in difesa, più presenti a rimbalzo, più puliti nelle letture. Dylan Harper ha aggiunto 18 punti, Stephon Castle ne ha segnati 17, mentre Devin Vassell ha chiuso con 12 punti e due stoppate pesanti, una delle quali su Chet Holmgren in un momento di forte tensione agonistica.

Il punto di svolta è arrivato nel terzo quarto. Oklahoma City è rimasta senza segnare per otto minuti e San Antonio ha piazzato un parziale di 22-0, salendo fino al 92-64 a meno di un minuto dalla fine del periodo. In quel tratto la partita è finita. I Thunder non hanno trovato tiri puliti, hanno perso lucidità e non sono riusciti a contenere la pressione difensiva degli Spurs.

Shai Gilgeous-Alexander, riferimento offensivo dei campioni in carica, è stato limitato a 15 punti con 6/18 dal campo. Una serata complicata, soprattutto per il modo in cui San Antonio ha lavorato su di lui, togliendogli profondità e continuità. Chet Holmgren ha chiuso con 10 punti e 11 rimbalzi, mentre Jalen Williams, rientrato dopo l’infortunio al bicipite femorale accusato in gara 2, è rimasto in campo solo 10 minuti, con un punto e 0/1 al tiro.

Wembanyama ha parlato di una squadra capace di giocare con le spalle al muro, trasformando la pressione in energia. È esattamente quello che si è visto sul parquet. Gli Spurs hanno ridotto gli errori, hanno difeso con attenzione e hanno costretto Oklahoma City a una delle peggiori serate offensive della serie.

Il dato tecnico più evidente resta il margine delle vittorie. In questa finale Ovest la differenza media è di 15,3 punti. Quando vincono gli Spurs, lo fanno con uno scarto medio di 18,3 punti. È una serie senza mezze misure, fatta di strappi violenti e partite che cambiano direzione in pochi minuti.

Per Wembanyama arriva anche un riferimento storico pesante: è entrato nel gruppo ristretto dei giocatori degli Spurs capaci di firmare almeno cinque partite da 25 punti e 10 rimbalzi in una singola postseason. Prima di lui, nella storia della franchigia, ci erano riusciti solo David Robinson e Tim Duncan.

San Antonio arriva dunque a gara 7 con l’inerzia migliore, Oklahoma City con il vantaggio del campo. La finale Ovest si deciderà in una partita secca, con in palio non solo il titolo di Conference, ma anche il diritto di iniziare in casa le NBA Finals contro i New York Knicks.

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