Wiggins vola per 54,526 ma non è il record dell’ora che voleva

Bradley straccia il precedente record di Dowsett con il gap più ampio della storia del ciclismo moderno, ma resta sotto il limite di 55 km fissato da lui stesso.

Wiggins vola per 54,526 ma non è il record dell’ora che voleva

Siamo sinceri, se Bradley Wiggins avesse battuto il record dell’ora, cancellato dall’UCI, di Boardman di 56,375 probabilmente non ci sarebbero state parole per descrivere l’impresa. Se solo si fosse avvicinato all’altro, quello di Rominger (pure esso cancellato) di 55,291 avremmo sicuramente parlato di impresa epocale, tipo il salto di Beamon nel lungo a Città del Messico, record che è durato 27 anni. Se solo avesse varcato la soglia del 55 km siamo certi che si sarebbero, in qualsiasi caso, sprecate parole pesanti per descrivere un campione che comunque andrà a finire ha lasciato il segno nella storia di questo sport.
Ma il nuovo record dell’ora di Bradley Wiggins, 54,526, stabilito oggi a Londra, invece, è di quelli che lasciano interdetti e che, siamo certi, non ha messo la parola fine, almeno per i prossimo 20 anni, alla caccia. Per questo, e ci azzardiamo in una previsione, siamo convinti che il campione del mondo cronometro, olimpico, vincitore di Tour e baronetto dandy, sicuramente a breve ritenterà, per raggiungere quel limite che lui stesso aveva fissato e sotto il quale, invece, è rimasto: i 55,291 di Rominger appunto.
Non che correre in un’ora 54 chilometri e mezzo sia cosa da poco o da tutti i giorni. Non ci azzardiamo neanche e non tenere nella giusta considerazione il gap tra il limite di oggi e quello precedente, il secondo più ampio nella storia del record dell’ora. Solo Jules Dubois nel 1894 fece meglio, ai danni dell’inventore della prova Henry Desgrange, ma erano altri tempi e altri ciclismo. Ma sinceramente siamo convinti che Wiggins abbia nelle gambe e nella sua classe cristallina la possibilità di fare meglio e avvicinarsi allo svizzero. Soprattutto di portare direttamente il limite oltre i 55 km, che renderebbero ardua l’impresa di batterlo.
Del resto anche il record di oggi, nella tabella di marcia, ci dice che Wiggins era partito proprio con l’intenzione di valicare il muro, anche se però non l’ha mai varcato, almeno nella prima mezz’ora: 54,555 km/h dopo 20’; 54,621 km/h alla mezz’ora; 54,622 km/h dopo 40’; 54,591 km/h dopo 50’, con un evidente calo nella seconda parte di gara, passando a coprire il giro in 16″7 a fronte dei 16″1 preventivati. Ma se alla vigilia il britannico voleva superare i 55 e nei primi 20 minuti non ha mai tenuto questa media, vuol dire che nelle sue intenzioni nella seconda parte della gara avrebbe dovuto incrementare sensibilmente la velocità. Invece è calata. Errore di preparazione fisica oppure sopravvalutazione delle proprie capacità?
Il Baronetto è il quinto re dell’Ora negli ultimi nove mesi. “Non voglio solo battere Dowsett – aveva detto prima della sfida – voglio renderlo irraggiungibile per 20 anni”. Proprio per questo, anche se appare ingeneroso parlare di fallimento, è evidente che le cose non sono andate come Wiggins e il suo staff avevano previsto; siamo certi che ci sarà tempo per analizzare la prestazione e tornare a provarci. Anche perché le Olimpiadi di Rio sono abbastanza lontane e, da quello che si dice, non c’è alcuna intenzione da parte sua di tornare a correre su strada. Di tempo, paradossalmente parlando di record dell’ora, in questo caso ce n’è.
AU

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