
Sabato, sul Centre Court, Wimbledon assegnerà il titolo femminile a una nuova vincitrice: la polacca Iga Swiatek, testa di serie numero 8, affronterà l’americana Amanda Anisimova, numero 13. L’inizio del match è previsto alle 16:00 locali. Una finale che ha un valore simbolico importante, vista la storia personale recente di entrambe le giocatrici che, con tempi diversi, sembravano essersi perse travolte da problemi mentali più che fisici.
Per Swiatek, che ieri ha superato abbastanza facilmente Belinda Bencic 6-2, 6-0, si tratta della sesta finale Slam della carriera. Si tratta, soprattutto, del ritorno in grande stile dopo la sosta forzata, in autunno dello scorso anno, per una vicenda di doping analoga a quella di Sinner. Un bel segnale anche per il giocatore italiano che oggi scende in campo per la semifinale contro Djokovic e che, da quando è tornato a giocare, ancora non ha messo a segno alcun trofeo. La Swiatek ha faticato in questi mesi a ritrovare la strada del successo, scivolando inesorabilmente da n. 1 al mondo fino all’ottava posizione del ranking. Roma e Parigi, i suoi territori di caccia preferiti lo scorso anno, in questa stagione l’hanno vista mai veramente in partita. Poi, sull’erba, la resurrezione.
In caso di vittoria, Iga conquisterebbe anche il suo primo titolo a Wimbledon e raggiungerebbe le 100 vittorie nei Major, traguardo raggiunto più rapidamente solo da Serena Williams nel 2004. La polacca, finora imbattuta nelle finali Slam (5 su 5), potrebbe diventare la terza giocatrice dell’era Open a vincere tutte le prime sei finali Major, dopo Margaret Court e Monica Seles.
Dall’altra parte, Anisimova è alla sua prima finale in un torneo del Grande Slam. Dodici mesi fa era fuori dalle prime 180 del mondo. Dopo il titolo a Doha e la finale a Queen’s, ha scalato la classifica fino alla Top 10. Una vittoria la porterebbe al numero 5. È la prima americana in finale a Wimbledon da Serena Williams nel 2019 e, a 23 anni, la più giovane finalista statunitense dal 2003.
Swiatek è arrivata a Wimbledon dopo la finale persa a Bad Homburg contro Pegula. Durante il torneo ha perso solo un set, al secondo turno contro Caty McNally, e ha chiuso la semifinale con un netto 6-2, 6-0 su Belinda Bencic. Le sue nove vittorie sull’erba in questa stagione sono il suo record personale.
Anisimova ha aperto il torneo con un doppio 6-0 contro Yulia Putintseva. Le sue ultime quattro partite sono state più complicate, ma ha eliminato Sabalenka in semifinale, battendo la numero 1 del mondo per la sesta volta in nove incontri. Nel 2023 era uscita nelle qualificazioni. Ora è a un passo dal titolo, che riporterebbe un’americana sul trono di Wimbledon per la prima volta dal 2016.
Per l’ottava edizione consecutiva, Wimbledon avrà una nuova campionessa nel singolare femminile. Quella di sabato sarà anche la prima sfida a livello professionistico tra Swiatek e Anisimova, che si erano affrontate da junior nel 2016 con vittoria della polacca.
Entrambe hanno già in tasca 1.300 punti WTA e un assegno da 1.520.000 sterline. Chi vincerà incasserà 3.000.000 di sterline e 2.000 punti. Swiatek salirebbe al numero 3 del mondo, Anisimova al numero 5. Nessuna delle due ha mai vinto un titolo su erba. Lo farà una sola.
