TennisWimbledon al via: oggi Sinner, Cocciaretto e Darderi. Berrettini: "Mi diverto ancora"

Wimbledon al via: oggi Sinner, Cocciaretto e Darderi. Berrettini: “Mi diverto ancora”

Berrettini

Wimbledon 2026 parte oggi con tre italiani in campo nel programma della prima giornata. Jannik Sinner apre il suo torneo sul Centre Court contro Miomir Kecmanovic, non prima delle 14.30 italiane. Elisabetta Cocciaretto debutta sul Campo 10 contro la cinese Xinyu Wang, secondo match dalle 12.00, mentre Luciano Darderi, testa di serie numero 14, sfida lo statunitense Ethan Quinn sul Campo 15, terzo incontro dalle 12.00.

Il primo riflettore è inevitabilmente su Sinner. Il numero 1 del mondo torna sull’erba londinese da campione in carica e da uomo da battere. Il primo turno contro Kecmanovic serve soprattutto a entrare nel torneo, prendere ritmo e misurare subito le condizioni su una superficie che non perdona distrazioni. Per Cocciaretto il debutto contro Wang è un test complicato, ma aperto; per Darderi l’esordio con Quinn è una prova di maturità, contro un avversario giovane e pericoloso.

Nel quadro azzurro resta però centrale anche Matteo Berrettini, che non gioca oggi ma si presenta a Wimbledon come una delle vere mine vaganti del tabellone. Il romano debutterà martedì contro Stan Wawrinka sul Court 1, in un primo turno che ha il peso specifico di una sfida da seconda settimana.

A Wimbledon Berrettini non è mai un nome qualunque. Qui ha giocato la finale del 2021, persa contro Novak Djokovic, e qui il suo tennis trova naturalmente profondità: servizio, primo colpo dopo la battuta, diritto e attitudine offensiva. Dopo il ritiro al Roland Garros contro Arnaldi, il romano arriva a Londra con una condizione da verificare in partita, ma con parole nette: “Sto bene. Ho recuperato bene, dopo il ritiro ai quarti a Parigi. Sono carico”.

Il dolore di Parigi resta, ma dentro una lettura meno cupa. “Quello che è successo a Parigi mi ha ovviamente rattristato perché non ho potuto finire il match, i quarti di finale”, ha spiegato Berrettini, aggiungendo però che quell’infortunio è arrivato “dopo cinque partite giocate al massimo livello, dopo tante ore passate in campo”. Per questo, ha detto, “è stato più facile da digerire” e “per fortuna non è stato niente di troppo serio”.

La chiave, per Berrettini, è nella consapevolezza. Il romano sente di aver ritrovato un livello alto e lo rivendica: “Sapevo che il mio tennis era di un certo livello e sono contento di averlo dimostrato a Parigi. Adesso vediamo come andrà qui a Londra”. Wimbledon, del resto, resta il torneo che più si lega alla sua identità tecnica e alla sua memoria agonistica.

Berrettini lo sa e non si nasconde: “L’ambizione non cesserà mai, anche nelle situazioni più complesse”. Poi il riferimento al passato recente: “Nella mia testa c’è sempre il pensiero che io possa far bene”. Un pensiero alimentato anche dal precedente del 2023, quando, pur con una preparazione molto limitata, riuscì comunque a spingersi fino agli ottavi.

Il rapporto con l’erba è il punto tecnico centrale. “Ho sempre detto che il mio gioco si incastra bene con il tennis sull’erba”, ha ricordato. Avrebbe voluto giocare qualche torneo di avvicinamento, ma non considera la mancanza di partite un ostacolo insuperabile: “Ho la fortuna che sull’erba riesco ad adattarmi velocemente. Mi adatto abbastanza bene alle condizioni e poi ci sono i ricordi buoni del passato”.

C’è anche un Berrettini diverso, più maturo nel modo di leggere se stesso e il circuito. “Dal punto di vista tennistico mi sento molto maturo”, ha spiegato. “Riesco a riconoscermi, a immergermi molto bene in quello che succede durante le partite e durante gli allenamenti”. Il passaggio più forte è quasi una dichiarazione d’amore al tennis: “Mi sto allenando, mi sto divertendo e mi sono appassionato allo sport come mai prima d’ora”.

Non è una frase ornamentale. Per Berrettini è il motore della ripartenza: “Ora ho capito che farlo in un certo modo mi rende pieno e mi rende vivo”. E ancora: “Riesco a uscire da alcune difficoltà perché mi attacco proprio all’amore dello sport e non solo al singolo risultato”.

La prudenza resta, perché solo la partita dirà davvero a che punto sia la condizione. Lo Slam è lungo, fisico, crudele nei recuperi. Berrettini però non parla da giocatore in difesa. Dice di essere “veramente felice di come sto, di come mi sto allenando, di come sto approcciando il torneo” e di essere “carico per provare a fare bene”.

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