
Il programma femminile di oggi sul Centre Court apre con Karolina Muchova-Coco Gauff alle 14:30 italiane. A seguire, dalle 15:40, spazio a Marta Kostyuk-Linda Noskova. In palio c’è la finale di Wimbledon e, in ogni caso, il torneo avrà una nuova campionessa.
Muchova-Gauff: il precedente pesa, ma l’erba azzera qualcosa
La prima semifinale mette di fronte la n.10 del seeding Karolina Muchova e la n.7 Coco Gauff. I precedenti sono nettamente favorevoli all’americana: Gauff conduce 6-1, ma Muchova ha vinto l’ultimo incrocio, quest’anno nei quarti di Stoccarda, 6-3 5-7 6-3. Sarà il loro primo confronto sull’erba.
Il percorso di Muchova è stato lineare e solido: Zakharova 6-3 6-2, Zhang 6-3 6-2, Sawangkaew 6-2 7-6, Krejcikova 7-5 5-7 6-3 e Osaka nei quarti 7-6 6-4. La ceca ha perso un solo set e arriva con un tennis molto adatto all’erba: variazioni, slice, capacità di prendere la rete e accelerazioni improvvise.
Gauff, invece, ha costruito la semifinale resistendo dentro partite complicate: Korpatsch 6-2 6-1, Sierra 6-3 3-6 7-6, Liu 6-3 6-7 6-2, Bencic 4-6 6-3 6-4 e Pegula 4-6 6-3 6-3. Quattro vittorie al terzo set raccontano il suo torneo: meno dominio, più sopravvivenza agonistica. Con questa semifinale è diventata la più giovane da Maria Sharapova 2007 a raggiungere almeno la semifinale in tutti e quattro gli Slam.
Kostyuk-Noskova: poca storia, grande occasione
La seconda semifinale vale un traguardo enorme: per Marta Kostyuk e Linda Noskova sarebbe la prima finale Slam in carriera. L’unico precedente è favorevole all’ucraina, che ha battuto Noskova nei quarti di Madrid 2026 per 7-6 6-0, lungo il percorso che l’ha portata al titolo.
Kostyuk ha eliminato Podoroska 6-1 6-2, Blinkova 6-7 6-3 6-3, Navarro 6-2 4-6 6-1, Krueger 6-4 6-4 e Paolini nei quarti 6-3 6-2. Contro l’italiana ha giocato una partita molto aggressiva, senza concedere palle break e con grande incisività soprattutto con il diritto.
Noskova ha avuto un cammino in crescita: Seidel 6-4 6-3, Osorio 6-3 4-6 6-2, Cirstea 2-6 6-3 7-6, Keys 6-4 7-6 e Mertens 6-3 7-5. La ceca arriva forte di una stagione sull’erba di alto livello, dopo il titolo di Berlino, e ha confermato a Wimbledon un tennis diretto, costruito su servizio, pressione da fondo e capacità di chiudere rapidamente gli scambi.
