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Wimbledon, Sinner si sveglia nel 3° set e supera Borges 7-6(4), 7-6(2), 6-4

Jannik Sinner
Jannik Sinner (foto Brigitte Grassotti)

Jannik Sinner è al terzo turno di Wimbledon. Il numero 1 del mondo ha battuto Nuno Borges sul Centre Court con il punteggio di 7-6(4), 7-6(2), 6-4 in due ore e 32 minuti, evitando le complicazioni vissute all’esordio contro Miomir Kecmanovic e proseguendo la difesa del titolo conquistato nel 2025.

Non è stato un Sinner perfetto, soprattutto nei primi due set, entrambi risolti al tie-break. Borges ha giocato una partita ordinata, solida, senza concedere molto nei propri turni di servizio e costringendo l’azzurro a restare dentro lo scambio. L’italiano ha alzato il livello nei momenti decisivi, confermando una delle sue qualità più evidenti: la capacità di trovare precisione e lucidità quando il set entra nella zona calda.

Come ha ricordato diverse volte: “Le prime partite servono per carburare” e mai come in questi giorni ne abbiamo la dimostrazione plastica. Sia contro il serbo due giorni fa che oggi contro il portoghese, Sinner nelle prime due ore di partita appare svagato, fuori tempo e con colpi non all’altezza. Gli errori sono tanti, anche non provocati. Sembra quasi che cerchi di trovare soluzioni che non fanno parte del suo repertorio. “E’ stata una partita interessante, non stancante come quella di due giorni fa – ha detto al termine sorridente – che mi ha permesso di acquisire ancora un po’ di abitudine alla competizione.”

Aldilà dell’ottimismo di facciata, appare evidente che il Rosso deve ritrovare quanto prima la forza e la misura del colpo, sia di dritto che di rovescio. Quando il livello degli avversari si alzerà, questo Sinner, compassato e fuorigiri, rischia di trovarsi travolto da chi ha più erba nelle gambe e nel polso, come lo stesso Borges, reduce da quattro tornei sul verde, ha dimostrato.

Il passaggio chiave arriva nel secondo parziale. Borges serve per il set sul 5-4, ma Sinner reagisce subito, recupera il break e poi domina il tie-break, chiuso 7-2. Da quel momento la partita cambia peso: il portoghese resta competitivo, ma l’inerzia è ormai dalla parte dell’italiano. Nel terzo set Sinner trova il break sufficiente per chiudere in tre set e risparmiare energie in vista del prossimo turno.

Con questa vittoria Sinner sale a 95 successi nel tabellone principale degli Slam e supera Nicola Pietrangeli, diventando l’italiano con più vittorie nei Major. Al terzo turno Sinner affronterà lo statunitense Jenson Brooksby un erbaiolo che potrebbe metterlo in difficoltà più del portoghese oggi. Bisogna quanto prima tornare a giocare alla Sinner.

Sinner v Nuno Borges 7-6(4), 7-6(2), 6-4 in cifre

Jannik Sinner batte Nuno Borges 7-6(4), 7-6(2), 6-4 vincendo 118 punti contro 102: un margine di 16 punti, non enorme, ma distribuito nei momenti che contano. La differenza vera è nei tie-break e nel rendimento sulla seconda di servizio.

Borges mette più prime in campo: 77% contro il 66% di Sinner. Però il dato si ribalta appena si guarda alla qualità del servizio. Sinner vince l’82% dei punti con la prima e addirittura il 67% con la seconda. Borges si ferma al 70% con la prima e crolla al 46% con la seconda. È qui che la partita cambia: il portoghese serve tanto con la prima, ma quando Sinner riesce a entrare nello scambio prende progressivamente campo.

Il servizio dell’azzurro è stato l’arma più visibile: 22 ace contro 6, con 4 doppi falli. Una scelta aggressiva, quindi con qualche rischio, ma ampiamente ripagata. Curioso il dato dei punti vinti al servizio: Borges ne ha vinti 76, Sinner 75. Però è un numero ingannevole, perché Borges ha giocato molti più punti nei propri turni. In percentuale Sinner ha tenuto molto meglio: ha vinto circa tre punti su quattro quando serviva, mentre Borges ha dovuto faticare molto di più.

In risposta il divario è evidente: 43 punti vinti da Sinner contro 26 di Borges. È quasi tutta lì la distanza complessiva della partita. Sinner non ha sempre trasformato subito la pressione — 3 break su 8 palle break — ma ha costretto Borges a giocare tanti game lunghi. Borges, al contrario, è stato più cinico sulle occasioni avute, 2 su 4, ma ne ha create la metà.

Cobolli supera Navone 1-6, 7-6(5), 6-3, 7-6(8)

Anche Flavio Cobolli deve ritrovare se stesso se vuole restare nel torneo ancora a lungo, quanto meno arrivare alla seconda settimana. Statisticamente la vittoria di oggi è quasi paradossale: Cobolli batte Navone 1-6, 7-6(5), 6-3, 7-6(8), ma chiude con meno punti vinti dell’argentino: 141 contro 144. Il dato racconta bene l’andamento del match: Navone domina una parte della partita, soprattutto il primo set, Cobolli invece vince i punti che pesano davvero.

La differenza principale è nei tie-break. Cobolli ne gioca due e li vince entrambi. È lì che si prende la partita: il secondo set gli permette di rientrare dopo un avvio molto complicato, il quarto gli evita il quinto set. Navone, al contrario, costruisce di più durante i game, ma nei due finali punto a punto non riesce a chiudere.

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