Sarà l’appuntamento di venerdì 17 aprile alle ore 19 allo Spazio AcdBook, presso la libreria con mescita “Andando e Stando” di via Bissati 14, a riaccendere il racconto del ciclismo in città con l’incontro “La narrazione pedala”, protagonisti Antonio Raimondi e Wladimir Belli. Un momento che si inserisce nel calendario delle iniziative legate al Giro d’Italia 2026 e che, di fatto, segna una nuova tappa del percorso culturale avviato dal Comitato di tappa e dal Museo AcdB – Alessandria Città delle Biciclette.
L’incontro, a ingresso libero, vedrà la partecipazione, tra gli altri, del direttore del Museo AcdB Roberto Livraghi insieme al libraio Mauro Piantato, e si muove nel solco di una progettualità che unisce memoria, divulgazione e partecipazione, portando il ciclismo fuori dagli spazi tradizionali per incontrare nuovi pubblici.
Antonio Raimondi, consulente editoriale sport per Warner Bros. Discovery, rappresenta una delle figure più trasversali del racconto sportivo italiano. Il ciclismo è stato il suo primo amore, fin dai tempi in cui da ragazzo seguiva le imprese di Giovan Battista Baronchelli al Giro d’Italia, con quel celebre secondo posto a dodici secondi da Eddy Merckx. Da allora, un percorso professionale costruito tra televisione, grandi eventi e narrazione, che lo ha portato a vivere da vicino momenti iconici dello sport mondiale, come la Coppa del Mondo di rugby del 1995 in Sudafrica, simbolo della nuova era di Nelson Mandela, fino al lavoro di costruzione e coordinamento delle squadre editoriali per eventi complessi come i Giochi Olimpici di Milano-Cortina. Giornalista e autore, ha raccontato rugby, ciclismo, ippica e grandi storie di sport, muovendosi costantemente tra memoria e innovazione del linguaggio televisivo.
«Come possiamo raccontare lo sport? Ci vuole passione e competenza. E oggi più che mai serve guardare avanti e accettare le nuove sfide della comunicazione, cercando di capire oltre». Ha detto Raimondi accettando l’invito ad ACdBook, aspettando il Giro.
Accanto a lui Wladimir Belli, ex professionista tra i protagonisti più continui del ciclismo italiano tra anni Novanta e Duemila, porterà il punto di vista di chi la corsa l’ha vissuta dall’interno e continua a osservarla oggi per la televisione sportiva: Eurosport la casa del ciclismo.
Nato a Sorengo il 25 luglio 1970, scalatore e regolarista, passò professionista nel 1992 dopo aver vinto il Giro d’Italia dilettanti del 1990 davanti a Marco Pantani e Ivan Gotti. In carriera ha vestito le maglie di Lampre, Brescialat, Festina e Fassa Bortolo, distinguendosi per solidità e rendimento nelle corse a tappe. Il suo palmarès comprende, tra gli altri, il Giro del Trentino e il Giro dell’Appennino nel 1996, oltre a numerosi piazzamenti di rilievo: sesto al Giro d’Italia 1997, settimo nel 2000 e nel 2004, nono al Tour de France 1999. Ha partecipato complessivamente a tredici Giri d’Italia, cinque Tour de France e quattro Vuelta a España. Oggi è commentatore tecnico del ciclismo per Eurosport, all’interno della copertura sportiva del gruppo Warner Bros. Discovery.
L’appuntamento di AcdBook arriva all’indomani del successo del “piccolo grande tour” alessandrino del Trofeo Senza Fine, che nelle ultime settimane ha attraversato la città costruendo un racconto diffuso attorno al simbolo più iconico del Giro d’Italia. Un percorso culminato nell’epilogo a Palazzo del Monferrato, con la riconsegna del trofeo e l’incontro “Come si costruisce e come si vince un Giro d’Italia”, che ha visto protagonista Vincenzo Nibali.
Proprio l’ex vincitore del Giro ha offerto una chiave di lettura attuale e profonda del ciclismo contemporaneo, sottolineando come «non esista un unico modo per vincere il Giro» e richiamando la necessità di una nuova cultura della bicicletta, capace di riportare sempre più persone sulle strade. Un messaggio che si lega direttamente al senso delle iniziative alessandrine: costruire attorno al Giro non solo attesa sportiva, ma un’eredità culturale e sociale.
Il ciclo di eventi promosso in città si conferma così come un laboratorio diffuso, in cui il ciclismo diventa strumento di narrazione e occasione di incontro. Dalla dimensione simbolica del Trofeo Senza Fine alla parola condivisa negli spazi della cultura, Alessandria continua ad avvicinarsi alla tappa del 22 maggio con un’identità chiara: quella di una città che pedala, racconta e partecipa.
Poesia, racconto, emozione, partenze, dietro le quinte, Pantani, Giro, salite, televisione sportiva, scatti, tappe, carovana, quartiertappa, podio firma, rugby, biciclette, Sanremo, Moser, eroi dello sport, Olimpiade, Paralimpiade, cerimonia, parole, scrittura, ritmo: sarà anche questo il lessico condiviso di una serata che promette di trasformare il racconto sportivo in un incontro vivo, aperto, in continuo movimento, nello spirito di “Andando e Stando”.
