World Games 2013: dallo sport italiano una lezione per il Paese

World Games 2013: dallo sport italiano una lezione per il Paese
Medagliere World Games 2013

Medagliere World Games 2013

Medagliere Londra 2012

Medagliere Londra 2012

Si sono conclusi a Calì, domenica 4 agosto, i World Games 2013, con un trionfo dell’Italia che merita qualche approfondimento ulteriore, rispetto alla superficiale analisi dei pochi che ne hanno parlato, a cominciare dalla fugace nota del CONI e il plauso del presidente Malagò.
Cominciamo dalla fine, ovvero dal risultato tecnico, che ha del sorprendete. L’Italia ha chiuso al primo posto nel medagliere complessivo, con un bottino di 49 medaglie (secondo paese per numero di podi): 18 d’oro, 13 d’argento e 18 di bronzo. Alle sue spalle superpotenze mondiali, del calibro della Russia, Francia, Germania, Cina, Stati Uniti e Gran Bretagna.
Rispetto al medagliere di Londra 2012 le differenze sono evidenti per quanto riguarda le posizioni, non tanto per la presenza dei Paesi. Tra le prime dieci nazioni del medagliere degli ultimi Giochi Olimpici, Ungheria, Corea e Australia non sono presenti anche in quello dei World Games 2013, sostituite da Colombia (nazionale ospitante), Taipei e Ukraina. Gli altri sette paesi sono rappresentati in entrambi i medaglieri. Senza ombra di dubbio si possono definire le vere potenze sportive mondiali, in grado di gestire, organizzare e seguire un’attività sportiva complessa e articolata.
Già soltanto questo elemento avrebbe dovuto convincere i commentatori che siamo al cospetto di un dato straordinario, soprattutto per il nostro Paese. Aldilà, infatti, della leadership nei giochi di Calì, è di assoluto rilievo la nostra presenza, al pari di Usa, Cina, Russia, Gran Bretagna, Francia e Germania, in entrambi i medaglieri (ma sarebbe giusto aggiungere anche lo straordinario risultato dei Giochi del Mediterraneo). Senza voler cadere in inutili trionfalismi, lo sport azzurro si conferma uno dei comparti che ci dà maggiore lustro nel consesso internazionale, anche in un momento di crisi.
Sembra quasi che, parlando di sport, la recessione non appartenga al nostro Paese. Spesso ci chiediamo come questo sia possibile. Sinceramente non abbiamo una sola risposta; il medagliere dei World Games 2013 sembra però fornire un dato incontrovertibile: il sistema sportivo italiano tiene e, soprattutto, conquista posizioni.
E, per restare in tema di miracoli, questo accade soprattutto in discipline che in Italia rappresentano vere e proprie cenerentole. Infatti la maggior parte delle discipline rappresentante nei Giochi di Calì fanno riferimento a Discipline Sportive Associate (DSA), ovvero federazioni associate al CONI che hanno, nei confronti dello stesso CONI, tutti gli obblighi di rendicontazione delle FSN (Federazioni Nazionali), ma contributi notevolmente inferiori.
Arrampicata, Orienteering, Biliardo (solo per citarne alcune protagoniste in Colombia), insieme alle altre DSA (circa 15), tutte insieme ricevono dal CONI (quindi dallo Stato) quasi 2 milioni di euro di contributi. Gli stessi che ne riceve una Federazione di piccole dimensioni, che ha spesso numero inferiori ma organizza uno sport olimpico. La leadership nel medagliere finale dei World Games 2013 dimostra con quale esito questi contributi vengono spesi.
Comunque la si guardi, si tratta di una medaglia che lo sport italiano dovrebbe mettersi al petto e di cui andare orgogliosa, magari dandone anche maggiore enfasi. Compreso il CONI.
AU

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