SUD AFRICA – Cosa ci lascia questa edizione del World Rugby U20 Championship? Un’Inghilterra che non partiva di certo fra le favorite vince una finale dominando i francesi pluricampioni in carica, trascinati da un capitano, Finn Carnduff, vero e proprio esempio di leadership in campo. La vittoria del torneo da parte degli inglesi ci lascia in eredità essenzialmente due concetti. Il primo, è che questo sport è molto semplice: un collettivo di giocatori, se davvero è unito psicologicamente verso un obiettivo, non lascia scampo. Non c’è spazio per fuoriclasse o individualità. La seconda, è che nel rugby non esistono favoriti: vince sempre la squadra più forte. Ma non quella più forte secondo le statistiche, il momento di forma o la storia: la squadra più forte sul campo vince.
Alla vigilia del torneo, nessuno avrebbe scommesso sulla vittoria dei giovani inglesi, specie dopo la dolorosa sconfitta contro la Georgia. Nonostante ciò, l’Inghilterra porta a casa il Sei Nazioni di categoria e il Mondiale u20, una combo che fa ben sperare per il futuro.
La lotta per il terzo gradino del podio al Mondiale Under 20 2024 ha visto sfidarsi l’Irlanda e la Nuova Zelanda. Una finale divisa in due: un primo tempo quasi tutto a marca irlandese una ripresa dominata dai Baby Blacks, inizialmente sotto 12-0, dal 38′ sono incontenibili: approfittano di un giallo ai danni dell’Irlanda per trovare la loro prima meta alla fine del primo tempo e poi non si fermano più fino al 73′, marcandone altre quattro a ripetizione. Le ultime due messe a segno dai giovani Verdi servono solo a rendere un po’ meno amara la sconfitta.
L’ultima giornata del Mondiale ha visto anche finali per posizioni meno ambite, ma comunque importanti. Nella sfida per il 5° posto tra Australia e Argentina, caratterizzata soprattutto da tanta indisciplina (e conseguenti sanzioni), i sudamericani hanno approfittato meglio, mentre lo scontro tra il Sudafrica padrone di casa e il Galles è stato ricco di mete e bel gioco ed è terminato 31-47 per i giovani Springboks.
Infine, anche le finali per i restanti posti della classifica sono stati molto interessanti. L’Italia, sconfitta per la seconda volta in questo Mondiale dalla Georgia, si conferma nell’elite mondiale giovanile, piazzandosi al decimo posto. I Lelos grazie a un pacchetto di avanti davvero strabordante hanno dominato anche questa partita, raggiungendo un meritato nono posto. Infine, il meraviglioso scontro salvezza tra Spagna e Fiji se lo aggiudica, meritatamente, la nazionale iberica, alla fine di una meravigliosa partita terminata ai tempi supplementari.
Roberto Santamaria nelle dichiarazioni post partita, ha riconosciuto il valore degli avversari: “Devo fare i complimenti alla Georgia che ci ha battuti due volte, una squadra solida a cui vanno i meriti. Due partite giocate in maniera diversa l’una dall’altra, stavolta sicuramente abbiamo cercato molto di più lo spazio quando invece nella scorsa è stato forse l’incontrario. Dobbiamo sviluppare un maggiore equilibrio nel gioco, invece di sbilanciarci così tanto in un gioco o nell’altro, che viene utile nei momenti chiave. In questi due anni la Nazionale Under 20 si è tolta importanti soddisfazioni con il Sudafrica, la Francia e l’Australia, dimostrando di saper fare delle cose importanti. Siamo riusciti, anche se di un pelino, a migliorare il risultato della scorsa edizione del World Rugby U20 Championship. Il gruppo che arriverà avrà la responsabilità di migliorare quello che è stato fatto, mentre il gruppo dei 2005 avrà la responsabilità di passare il testimone, di far tesoro di queste esperienze e metterle al servizio dei nuovi che arrivano”.
Nel torneo cadetto vince dominando la Scozia, paese organizzatore dell’evento, che ad Edimburgo sconfigge ampiamente la nazionale u20 USA e torna a competere fra le migliori 12 nazionali al mondo. Nel 2025 saranno ben otto le nazionali europee a giocare il Mondiale di categoria. Un risultato che evidenzia la crescita del nostro sport a livello giovanile nel vecchio continente.
La classifica finale dell’edizione 2024
- Inghilterra
- Francia
- Nuova Zelanda
- Irlanda
- Argentina
- Australia
- Sudafrica
- Galles
- Georgia
- Italia
- Spagna
- Fiji
ALBO D’ORO
2008 (Galles) Nuova Zelanda
2009 (Giappone) Nuova Zelanda
2010 (Argentina) Nuova Zelanda
2011 (Italia) Nuova Zelanda
2013 (Francia) Inghilterra
2014 (Nuova Zelanda) Inghilterra
2015 (Italia) Nuova Zelanda
2016 (Inghilterra) Inghilterra
2017 (Georgia) Nuova Zelanda
2018 (Francia) Francia
2019 (Argentina) Francia
2023 (Sudafrica) Francia
2024 (Sudafrica) Inghilterra
