WSB: Termina a Kiev il sogno dei Dolce & Gabbana Italia Thunder

WSB: Termina a Kiev il sogno dei Dolce & Gabbana Italia Thunder
WSB Seminfinali di andata, Russo abbraccia Stankovic

WSB Seminfinali di andata, Russo abbraccia Stankovic

Che non sarebbe stata la giornata migliore lo si era capito 48 ore prima in occasione della cerimonia dei pesi. Daniele Limone non rientrava nel peso, costringendo la formazione italiana a partire con un punto di svantaggio prima ancora di cominciare. Ma aldilà del punto, appariva chiaro che qualcosa non funzionava. In questa fase della stagione, nel momento culmine del circuito, quando il risultato avrebbe determinato il segno positivo e negativo per l’intera annata, uno dei boxer non si è fatto trovare in condizione, mentre altre punte di diamante della formazione dei Dolce & Gabbana Italia Thunder erano scomparsi da tempo dei radar del circuito WBS. Non poteva andare, ed infatti non è andata.
Il 5 a 0 rimediato contro gli Otamans Ucraini ha il sapore amaro della sconfitta pesante. I campioni in carica escono così di scena e a questo punto la stagione è segnata da un evidente segno negativo. Ci sarà spazio per un bilancio più attento, ma la sconfitta di Kiev brucia e lascerà sicuramente strascichi.
Le Finali della stagione 2012-2013 delle World Series of Boxing si terranno ad Astana, in Kazakhstan, venerdì 10 e sabato 11 maggio.

LA CRONACA DEI MATCH
Serve solo come match di esibizione quello di Daniele Limone e l’incontro lo conduce Butsenko, che ha già battuto Limone durante la fase preliminare. Limone cerca di fare il possibile ma raramente riesce ad andare a segno. Le riprese si trascinano tutte uguali con l’atleta di casa padrone del ring e Limone a fare solo il comprimario. Essendo una esibizione, l’arbitro alza alla fine il braccio di entrambi, ma l’Ucraina è già sull’1-0.
Mykola Butsenko – Daniele Limone 3-0

E’ una sfida da sogno quella all’altezza dei pesi leggeri tra Domenico Valentino e Vasyl Lomachenko. Valentino doveva superare la storia recente della boxe dilettantistica e se stesso per riuscire a portare uno dei pochi punti sulla carta raggiungibili. L’italiano inizia molto cauto e con grande attenzione, cercando di colpire da lontano e di non permettere al rivale di scambiare a corta distanza. Ma sin dalle prime battute si capisce che non è giornata. Lomachenko porta i colpi più pericolosi, dall’alto di una classe e una tecnica davvero mondiali. Valentino è uomo coraggioso, ma il match lo vince, anzi lo domina Lomachenko.
Vasyl Lomachenko – Domenico Valentino 3-0 – 50-45; 50-45; 50-45
Non si poteva attendere, a questo punto, il miracolo da Michel Tavares, il bravo francese della squadra italiana, che ha di fronte un avversario durissimo come Dmytro Mytrofanov, anche se i due già si erano icontrati ed aveva prevalso, a sorpresa, il francese. Il match è piacevole, non ci sono pause e Tavares combatte con grande dignità. Nonostante uno livello generale di colpi paritario, però, Mytrofanov è più preciso e riesce a convincere meglio i giudici, che gli assegnano la vittoria all’unanimità.
Dmytro Mytrofanov – Michel Tavares 3-0 – 48-47; 49-46; 48-47
Nei pesi mediomassimi Abdelhafid Benchabla, l’algerino che ha dimostrato classe e potenza, affronta l’ucraino Oleksandr Gvozdyk. Gvozdyk, bronzo olimpico a Londra, imbattuto nelle WSB. Match molto tattico nella prima ripresa, i due si conoscono bene. L’algerino cerca l’azione da lontano, ma deve stare attento agli anticipi di Gvozdyk. Quest’ultimo accelera il ritmo nella seconda ripresa e giustamente i giudici gli assegnano la ripresa: perfetta parità nei cartellini dopo i due tempi. I ritmi si alzano vertiginosamente all’inizio del terzo round, Benchabla pare aver capito che deve usare maggiormente il jab sinistro e Gvozdyk subisce. I colpi si incrociano e l’algerino mostra di poter tenere perfettamente il ring di fronte al più titolato avversario. Si decide tutto nell’ultimo round, Gvozdyk la mette in rissa e Benchabla soffre per trovare la sua misura preferita, gli scambi si susseguono feroci e il match termina con i contendenti stanchissimi. Per i giudici però il verdetto è non unanime.
Oleksandr Gvozdyk – Abdelhafid Benchabla 2-1 – 48-47; 47-48; 48-47

Tony Yoka, peso massimo giovanissimo ma già molto forte, affronta Rostyslav Arkhypenko, avversario sicuramente alla portata. Yoka ha dalla sua una maggiore altezza e un notevole allungo, capacità che Arkhypenko cerca di annullare con la velocità d’esecuzione e di limitazione della distanza. Yoka controlla il primo round senza praticamente soffrire e i giudici glielo danno all’unisono. Il francese prosegue con la tattica giusta, tiene lontano l’avversario a forza di jab e agisce con il montante o il gancio se l’ucraino si avvicina. E’ un altro round molto tranquillo per il francese, perché Arkhypenko raramente gli crea problemi. In due cartellini infatti Yoka sta prendendo il volo, il match è pari per il terzo. Nella terza ripresa l’ucraino ci prova sospinto dal pubblico, mettendo in difficoltà il pugile francese.  La ripresa viene assegnata unanimemente all’ucraino, ma Yoka è ancora in vantaggio. Lo stesso tema si ripete nel quarto round, che si chiude con un gancio di Arkhypenko. L’ucraino attacca, Yoka  accusa un po’ la stanchezza e la brillantezza di inizio match se ne è andata. Yoka finisce stanchissimo. Si va alla lettura dei cartellini, con gli ucraini che già festeggiano: con decisione unanime vince Arkhypenko.
Rostyslav Arkhypenko – Tony Yoka 3-0 – 48-47; 48-47; 48-47

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