YOG 2018 – Filip Schenk quarto, sfiora il podio e una medaglia storica

Si è concluso il torneo dell'arrampicata sportiva alle Olimpiadi Giovanili di Buenos Aires con Giappone e Austria capaci di portare a casa due medaglie a testa.

YOG 2018 – Filip Schenk quarto, sfiora il podio e una medaglia storica

Sfiora la medaglia Filip Schenk alle Olimpiadi Giovanili di Buenos Aires e si ferma al quarto posto nella combinata olimpica, a soli due punti da un bronzo che sarebbe stato storico per la Federazione Arrampicata Sportiva Italiana. L’amarezza per il podio mancato non offusca però il bel torneo del 18enne gardenese, in forza da quest’anno alle Fiamme Oro, capace prima di entrare nella finale a sei e poi di combattere fino all’ultimo per una medaglia. Quarto nella prova Speed della mattina, Schenk si è subito rifatto nella sua specialità, il boulder, dove ha chiuso al secondo posto (con tre blocchi chiusi), alle spalle del giapponese Keita Dohi (unico atleta, tra qualificazioni e finali, a chiudere tutti i blocchi e poi meritatamente vincitore della combinata). Nella prova Lead, in cui si giocava tutto, Filip non è riuscito a ripetere la bella prova delle qualificazioni (quando fu secondo) ed ha chiuso al quarto posto, alle spalle dei due giapponesi Tanaka e Dohi e del cinese Pan, portando a casa 32 punti, due in più dei 30 che hanno regalato al francese Avezou il bronzo.
Il primo podio maschile della combinata olimpica ha quindi visto primeggiare la coppia nipponica Dohi (oro) e Tanaka (argento), davanti al francese Avezou che ha sopravanzato il nostro atleta di soli due punti.  Ricordiamo che nella gara femminile, nella quale Laura Rogora ha chiuso al 10° posto, ha vinto l’austriaca Lettner, davanti alla slovena Lukan e all’altra austriaca Lammer.

Questo esordio “olimpico” dell’arrampicata permette di trarre alcune prime considerazioni. Partiamo proprio dalle nazionalità presenti sui due podi. Fanno la parte del leone Giappone e Austria, che confermano anche quanto fatto vedere ai recenti campionati del mondo assoluti di Innsbruck: sono loro attualmente le nazioni di riferimento. In particolare stupisce il Giappone che in pochi anni è riuscito a creare un gruppo di giovanissimi, di ambo i sessi, in grado di primeggiare su tutte le discipline. Sembra quasi che abbiano trovato la pietra filosofale dell’arrampicata. Non stupisce, quindi, che gli organizzatori delle Olimpiadi di Tokyo abbiano voluto anche questa disciplina nel loro programma olimpico. Già da tempo erano convinti che avrebbero fatto il pieno! Ma se l’Austria può vantare una tradizione “alpina” di lunga durata (e deve molte delle sue fortune al settore femminile), da cosa deriva questa forza del Giappone? Non possiamo avere certezze, ma ci pare evidente che il paese del Sol Levante mutua sicuramente metodiche di allenamento e preparazione dalle discipline nelle quali storicamente eccelle, prima fra tutte la Ginnastica Artistica nella quale, è bene ricordarlo, ha sempre svolto un ruolo di primaria importanza nel panorama internazionale. Basta ricordare un nome, quello dell'”imperatore” Uchimura (7 medaglie olimpiche e 19 medaglie mondiali).

Torniamo ai medaglieri di Buenos Aires, su cui salgono anche due paesi di prima grandezza del movimento: la Slovenia e la Francia. Per le due federazioni la conferma di un gruppo di ragazzi che non si ferma ai singoli nomi (tipo Garnbret).

Per quanto riguarda l’Italia, anche se i due atleti presenti meritano il massimo degli elogi per il loro esordio “olimpico” (a cui aggiungiamo gli auguri che non resti l’unica esperienza a cinque cerchi della loro carriera), bisogna dire che alla prova dei fatti c’è un po’ di delusione per i risultati. Laura Rogora e Filip Schenk sono atleti di primissima grandezza internazionale. Sono giunti in Argentina (soprattutto la romana) con i favori del pronostico. Era legittimo attendersi una medaglia, soprattutto alla luce dei titoli mondiali e continentali che insieme i due ragazzi riuscivano a mettere sul piatto.

Un ultima analisi la merita la formula della combinata. Per poter ottenere un posto nella finale (ma lo stesso discorso vale anche per la qualificazione olimpica) è evidente, dall’analisi delle classifiche, che bisogna essere molto forti nella lead o nel boulder. Sono queste le due discipline complementari, e per questo “regine”. Saper vincere in una delle due vuol dire anche essere competitivo nell’altra. Due bassi punteggi che permettono di stazionare ai primi posti della generale e guadagnarsi il passaggio alla fase successiva. Per vincere, però, il discorso cambia leggermente: anche la velocità può fare la differenza.

Lascia un commento

La tua email non apparirà

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.