Yorkshire 2019 – Antonio Tiberi, l’impresa che vale una vita

Nella cronometro individuale juniores il 18enne romano rompe la bici, è costretto a cambiarla e recupera tutto lo svantaggio, indossando la maglia iridata di campione del mondo.

Yorkshire 2019 – Antonio Tiberi, l’impresa che vale una vita

Il secondo giorno di Mondiale Yorkshire 2019 si è aperto, per la spedizione italiana, con le lacrime di Camilla Alessio, quarta per una manciata di secondi nella cronometro femminile.
Si è chiuso con la gioia di Antonio Tiberi, neo campione del mondo crono juniores e autore di un’impresa di quelle che racconterà ai nipoti con le lacrime agli occhi.
“Oggi ho dato tutti quello che avevo, ma evidentemente non era sufficiente – ha detto Camilla appena tagliato il traguardo tra i singhiozzi – . Complimenti alle avversarie, che sono state più forti. Mi dispiace chiudere qui l’esperienza con le juniores, in una categoria che mi ha regalato tanto. La medaglia dello scorso anno è stato uno dei giorni più belli della mia vita”.
Ha vinto il titolo mondiale la russa Aigul Gareeva, che ha superato di soli 3” l’olandese Shirin van Androoij e di 10”93 la britannica Elynor Backstedt. Ottavo posto per l’altra azzurrina Sofia Collinelli, figlia del campione olimpico nell’inseguimento Andrea.
Quando alla partenza della prova, Antonio Tiberi è stato costretto a cambiare la bicicletta, perdendo secondi preziosi, sembra un mondiale stregato. Anche nella seconda gara della giornata la sfortuna aveva messo lo zampino.

Poi, invece.. “Quando ho dovuto cambiare la bici – ha dichiarato il nuovo campione del mondo – ho pensato di aver perso questa occasione. Poi, però, gli intertempi mi dicevano che stavo recuperando e la cosa mi ha dato nuove energie. Alla fine del primo giro ho trovato un po’ di traffico sotto lo striscione, con alcune ammiraglie e macchine dell’organizzazione che mi hanno costretto a frenare. Per fortuna che non ho perso molto.”

“La cosa più difficile – ha dichiarato Rino De Candido, tecnico juniores, al suo primo titolo iridato a cronometro (l’ultimo per l’Italia Juniores fu nel 1996 con Simone Lo Vano) – è stato motivare Antonio, facendogli capire che c’era tempo per recuperare. Pian piano ha preso il ritmo, ha recuperato secondi preziosi e questo gli ha dato fiducia. E’ stato veramente bravo.”

La cronometro juniores regala una cronaca dalle tinte forti. L’incidente iniziale costringe Tiberi a partire con un handicap di tempo difficile da quantificare. Al primo rilevamento è di 35”, pian piano scende. All’ultimo intertempo, a meno 6 chilometri dalla conclusione, Antonio è in ritardo ancora 10” rispetto all’olandese Enzo Leijnse e al tedesco Marco Brenner. Sotto lo striscione, però, è avanti. Chiude in 38’28”25, con 7” su Leijnse e 12” su Brenner.

Mancano a questo punto ancora 30 corridori, tra i quali i più accreditati. La prova scivola via senza emozioni per circa un’ora. Gli unici che sembrano in grado di mettere in discussione la leadership dell’azzurro sono l’americano Quinn
 Simmons, sui tempi di Tiberi fino a 10 chilometri dalla conclusione, e Piccolo. Ma la parte finale del percorso è tutta a favore del ragazzo di Roma, che per festeggiare deve attendere l’arrivo del compagno di squadra, partito per ultimo in quanto campione europeo. Al termine l’azzurro è 6°, a 29” dal vincitore. Lo junior al primo anno Andrea Piras chiude al 23° posto.

Antonio Tiberi è nato in un piccolo centro alle porte di Roma, ma è andato presto a correre in Toscana. Non si dimentica dei suoi compagni di squadra, in particolare di Andrea Piccolo, oggi atteso alla conferma dopo il titolo vinto all’Europeo, e che invece non è riuscito a salire sul podio. “Io e Andrea siamo grandi amici – il prossimo anno correremo insieme alla Colpack – e non sono stato sicuro di vincere fino a quando Andrea non ha terminato la gara. Ho grande stima di lui e il confronto tra di noi ci aiuta a crescere.”

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