
Tallon Griekspoor ha eliminato Alexander Zverev al secondo turno del Masters 1000 di Montreal: 6-7(3) 6-2 6-4, dopo due ore e 33 minuti. L’olandese è numero 69 del ranking e in Canada era arrivato con una sola vittoria nelle ultime otto partite. Zverev, testa di serie numero uno, tornava in campo per la prima volta dalla finale di Wimbledon.
Un torneo che si smonta da solo
Sei giocatori del seeding top 10 hanno già lasciato Montreal. Cobolli è uscito all’esordio contro Hanfmann, numero 57, in due tie-break; Rublev ha sprecato cinque match point contro Shang. Auger-Aliassime si è ritirato per un problema alla schiena. Taylor Fritz ha ceduto a Thiago Tirante quarantotto ore dopo aver vinto il 500 di Washington, con un medical timeout nel secondo set e le gambe ferme nel finale. Il torneo canadese aveva perso i primi due della classifica prima ancora di cominciare. Ora perde anche chi era rimasto, e il motivo è sempre lo stesso: un calendario che chiede troppo e restituisce campi svuotati.
Le partite
Griekspoor ha costruito la vittoria a rete, dove ha vinto 17 punti su 18, e con il dritto, da cui sono arrivati venti vincenti. Nel terzo set è salito 4-2, si è fatto riprendere sul 4-4, poi ha strappato di nuovo il servizio al tedesco e ha chiuso al primo match point. Nel suo bilancio con Zverev resta sotto 3-9.
In serata Botic van de Zandschulp ha battuto Daniil Medvedev 6-3 7-6(5) in un’ora e 39 minuti. L’olandese ha convertito sei delle otto palle break avute e ha retto il rientro del russo dal 3-0 nel secondo parziale. È la nona vittoria in carriera contro un top 10, la prima dal successo su Djokovic a Indian Wells.
Lorenzo Musetti, undicesima testa di serie, ha superato il qualificato Nicolas Mejia 7-6(8) 6-2 e attende Rafael Jodar, lo spagnolo che lo ha battuto ai quarti di Washington. Nel suo quarto di tabellone restano Jiri Lehecka e Alex de Minaur. Il carrarino non ha mai vinto un Masters 1000. Il tabellone che si sta assottigliando intorno a lui gli consegna l’occasione più concreta della carriera, e sarebbe una beffa se il torneo che nessuno voleva giocare finisse per pesare sulla sua stagione più di tutti gli altri.
