
Alexander Zverev ha smesso di essere l’Amleto del tennis e ha cancellato dal volto l’eterna malinconia vincendo il secondo slam del 2026. Sei anni dopo avere sprecato due set di vantaggio nella finale degli US Open contro Dominic Thiem, il tedesco torna sull’Arthur Ashe Stadium e completa il lavoro. Batte Ben Shelton 6-3, 7-6, 5-7, 6-2 e conquista il secondo titolo Slam della stagione, dopo il Roland Garros. Il primo US Open della carriera chiude definitivamente l’epoca delle occasioni mancate e apre quella dell’assalto al numero uno.
La finale non è stata perfetta. Zverev ha governato la partita con il servizio, ha vinto l’85% dei punti giocati con la prima e ha tolto progressivamente all’avversario la possibilità di accendere il pubblico. Ha chiuso con 35 vincenti e nove ace. Soprattutto, ha controllato i momenti che in passato lo avevano condannato.
Shelton ha pagato l’inesperienza già nel primo game, perso con un doppio fallo sulla palla break. Ha provato a modificare la partita inserendo il serve and volley e aumentando la pressione da fondo. Nel terzo set ha trovato il break che gli ha permesso di riaprire la finale. Sembrava l’inizio di una nuova battaglia. Zverev ha risposto vincendo uno scambio di 25 colpi e strappando subito il servizio all’americano nel quarto parziale. La partita è finita lì.
Il dato più importante del nuovo Sasha è la continuità. Zverev chiude la stagione dei grandi tornei con 25 vittorie e due sconfitte: semifinale agli Australian Open, titolo al Roland Garros, finale a Wimbledon e vittoria a New York. Sinner lo ha fermato sul Centrale di Londra. Shelton gli ha impedito di completare una finale senza cedere set. Tutti gli altri sono rimasti dietro.
Il tedesco occupa ora la seconda posizione mondiale con 9.690 punti e guida la corsa verso le ATP Finals. La classifica continua a indicare Sinner come numero uno, però il dominio esercitato dall’italiano e da Carlos Alcaraz nel biennio precedente non è più esclusivo. Nel 2024 e nel 2025 i due avevano conquistato tutti gli otto Slam disponibili. Nel 2026 Zverev ne ha presi due.
La sua candidatura al vertice nasce anche dalle condizioni degli avversari. Sinner non ha disputato gli US Open dopo avere vinto Wimbledon. Alcaraz è arrivato a New York dopo quattro mesi difficili ed è caduto nei quarti contro Shelton al termine di cinque set. Zverev ne è consapevole e non si nasconde.
«Con Sinner infortunato e Alcaraz appena rientrato, in questo momento probabilmente sono io il migliore. Se tutti sono sani e al massimo, penso che Jannik sia ancora davanti. È così semplice», ha riconosciuto dopo la finale. È una dichiarazione lucida. Non ridimensiona la vittoria, ne definisce il valore. Zverev non deve più dimostrare di poter vincere uno Slam. Deve provare a imporsi quando Sinner e Alcaraz sono entrambi presenti e nelle condizioni migliori.
La vittoria di New York cancella anche il fantasma del 2020. Quella sera il tedesco era arrivato a due punti dal titolo prima di perdere al quinto contro Thiem. Da allora aveva accumulato altre sconfitte, infortuni e finali sfuggite. Nel momento in cui Shelton ha mandato lunga l’ultima risposta, Zverev non si è neppure accorto di avere vinto. È tornato verso la linea di fondo, pronto a giocare un altro punto.
L’immagine racconta il suo nuovo status. Non più l’uomo paralizzato dall’occasione, bensì un giocatore tanto concentrato da non vedere il traguardo. Adesso il numero uno è un obiettivo reale. Sinner resta davanti. Zverev, finalmente, ha cominciato a raggiungerlo.

