
Alexander Zverev ha messo il primo posto del ranking tra i suoi obiettivi dichiarati. Lo ha detto in conferenza stampa a Montreal, dove è testa di serie numero 1 del National Bank Open e dove torna in campo dopo la finale di Wimbledon persa contro Jannik Sinner. «Certo, è un obiettivo», ha risposto il ventinovenne, aggiungendo che la priorità resta esprimere il miglior tennis possibile: vittorie e classifica vengono di conseguenza.
Il ranking pubblicato lunedì 3 agosto ha risposto prima dei campi. Sinner guida con 13.450 punti, Carlos Alcaraz risale secondo con 8.160, Zverev scende terzo con 8.120: lo scarto dei punti dell’Open del Canada, semifinale raggiunta un anno fa, gli è costato la piazza d’onore, conquistata dopo Wimbledon come miglior classifica in carriera. Il distacco dal vertice vale 5.330 punti.
La corsa vera si legge altrove. Nella Race to Turin, che conta i soli punti del 2026, il ritardo del tedesco scende a 1.410. Da qui a fine stagione Sinner deve difenderne 5.500 e ha rinunciato a Montreal per la seconda estate consecutiva, rinviando il rientro a Cincinnati. Il primato resta comunque assicurato almeno fino agli US Open, in programma dal 30 agosto: oggi l’altoatesino apre la sua ottantatreesima settimana da numero 1.
L’ostacolo di Zverev ha un nome. Nei precedenti Sinner conduce 11-4, con dieci successi in fila e cinque quest’anno, compresa la finale di Madrid chiusa 6-1 6-2. Il tedesco legge il dato in controluce: la frequenza degli incroci, dice, certifica la continuità di entrambi, anche se ammette il peso delle sconfitte contro lo stesso avversario.
Il resto della stagione dice 44-11 e il titolo al Roland Garros, primo Slam dopo anni di attese. Manca l’ultimo gradino, e non solo per lui: nessun tedesco occupa la vetta dal 1991, quando Boris Becker completò le sue dodici settimane da numero 1. A Montreal, torneo vinto nel 2017, Zverev esordisce contro Lorenzo Sonego o Tallon Griekspoor.
