
Non c’è dubbio che Sasha Zverev è tra i top player quello che in questa stagione ha trovato maggiore continuità. Con l’uscita di scena di Alcaraz e l’assenza di Sinner, si candida come probabile vincitore anche degli US Open. Sarebbe il secondo slam della carriera e della stagione, dopo aver anche perso la finale di Wimbledon. Una resurrezione prodigiosa dopo due stagioni, quelle passate, vissute in modo alterno, con anche il rischio di affondare in un principio di depressione, come lui stesso ebbe a dichiarare qualche mese fa. Un periodo nero che cominciò con la sconfitta in finale agli Open di Australia contro Sinner e che adesso invece appare definitivamente alle spalle, anche grazie al suo nuovo spirito di gioco: attaccare.
Così Alexander Zverev ieri ha già scritto un pezzo di storia del tennis tedesco agli US Open. La vittoria nei quarti contro Botic van de Zandschulp, battuto 6-2 7-5 6-1, gli ha consegnato la terza semifinale della carriera a New York e soprattutto il 23° successo in un torneo del Grande Slam nel 2026.
Nessun tennista tedesco aveva mai vinto così tante partite nei Major in una sola stagione. Il precedente record apparteneva a Boris Becker, fermatosi a 22 nel 1989, l’anno in cui vinse Wimbledon e US Open. Zverev lo ha superato quando a Flushing Meadows gli restano ancora, potenzialmente, due partite da giocare.
Il numero racconta meglio di qualsiasi altra statistica la continuità avuta dal tedesco nei quattro appuntamenti più importanti dell’anno. Zverev ha raggiunto la semifinale agli Australian Open, ha conquistato al Roland Garros il primo titolo Slam della carriera, superando Flavio Cobolli in cinque set nella finale, è arrivato fino all’ultimo atto di Wimbledon, dove si è arreso a Jannik Sinner, e adesso è nuovamente tra i migliori quattro a New York.
Sono cinque vittorie in Australia, sette a Parigi, sei a Wimbledon e cinque finora agli US Open: 23 in totale. Un percorso che gli permette di diventare appena il nono uomo nell’era Open capace di raggiungere almeno la semifinale in tutti e quattro i tornei dello Slam nella stessa stagione.
Quella di New York è inoltre la 13ª semifinale Slam della carriera di Zverev. Tra i giocatori ancora in attività soltanto Novak Djokovic, con 55, ne ha disputate di più. Il tedesco, 29 anni e 25 titoli ATP, sta vivendo anche una stagione di eccezionale continuità nel circuito: con 51 partite vinte è il giocatore che ha ottenuto più successi nel Tour nel 2026.
Contro Van de Zandschulp il numero uno del seeding ha dato anche la sensazione di avere ancora energie da spendere. Il momento decisivo è arrivato nel secondo set. Sul 3-2 per l’olandese Zverev ha cancellato la prima palla break dopo uno scambio di 33 colpi. Sul 5-4 Van de Zandschulp ha avuto addirittura un set point in risposta, sprecandolo con un errore di diritto al termine di un altro lungo scambio. Da lì il tedesco ha cambiato marcia e ha chiuso senza concedere altri spiragli.
«Più spesso arrivi a questo punto dei tornei, più comincia a sembrarti normale. È una sensazione speciale, anche se non bisogna mai darla per scontata», ha spiegato Zverev. Il pensiero però è già alle ultime due partite: «Sono contento di come stanno andando le cose, ma spero ancora di giocare due buoni incontri a New York».
Il primo è oggi contro Karen Khachanov, numero 50 del mondo. Zverev conduce 6-3 nei precedenti e tra le sue vittorie c’è anche quella nella finale olimpica di Tokyo 2021. Khachanov arriva alla semifinale dopo il ritiro di Alexander Blockx nei quarti, quando il russo conduceva 6-2 7-5 3-2. Zverev conosce bene anche il peso di una finale a Flushing Meadows: nel 2020 arrivò a due punti dal titolo prima di perdere in cinque set contro Dominic Thiem.
L’altra semifinale sarà tutta statunitense, Frances Tiafoe-Ben Shelton. Tiafoe ha completato una rimonta da due set sotto contro Alex Michelsen, mentre Shelton ha eliminato Carlos Alcaraz in cinque set. Qualunque sia il risultato, gli Stati Uniti avranno quindi un loro giocatore nella finale maschile. Le semifinali sono in programma alle 21 italiane Zverev-Khachanov e, a seguire, nella notte, Tiafoe-Shelton.
Nel torneo femminile, invece, le semifinali si sono già concluse e la finale sarà quella probabilmente più attesa: Aryna Sabalenka contro Elena Rybakina. Sabalenka ha eliminato Jessica Pegula 7-5 6-2 e raggiunge per il quarto anno consecutivo la finale degli US Open. Cerca il terzo titolo consecutivo a New York, impresa che nell’era Open è riuscita soltanto a Chris Evert e Serena Williams.
Rybakina ha invece rimontato Coco Gauff, imponendosi 3-6 6-4 6-4. Per lei sarà la prima finale a Flushing Meadows e c’è già un risultato che prescinde da quello di sabato: da lunedì sarà la nuova numero uno del mondo, interrompendo dopo 99 settimane il regno di Sabalenka. La finale femminile è in programma sabato alle 22 italiane.

