
Dodici vittorie consecutive. Era questa la striscia d’oro con cui l’Inghilterra si era presentata al Sei Nazioni 2026, con ambizioni da grande e un calendario che sembrava costruito su misura per un trionfo. Poi, in meno di tre settimane, il castello di carte è crollato: prima la sconfitta contro la Scozia a Murrayfield, poi il tracollo casalingo contro l’Irlanda a Twickenham, con un roboante 42-21 che ha tolto all’Inghilterra ogni velleità di titolo con ancora due turni da giocare.
È in questo contesto di crisi sportiva, e anche mediatica, che la squadra di Steve Borthwick si presenta sabato all’Olimpico di Roma. Davanti a sé, un’Italia in salute e motivatissima dalla possibilità storica di battere per la prima volta in assoluto i rivali inglesi nel Sei Nazioni — un record negativo che dura da ventisei edizioni consecutive.
Gli infortuni: la lista dei ‘caduti’
La stampa britannica ha dedicato ampio spazio nei giorni scorsi al bollettino medico del XV della Rosa. Due assenze pesano in modo particolare sulla vigilia.
Alex Mitchell, titolare al numero 9 e uno dei protagonisti della lunga striscia positiva dell’Inghilterra, è fuori per il resto del torneo a causa di un infortutio al tendine del ginocchio. Lo ha confermato la federazione inglese (RFU) nel corso della settimana, con Jack van Poortvliet chiamato a sostituirlo nella lista. In suo posto, sabato partirà Ben Spencer.
Ollie Lawrence, centro titolare e punto di riferimento del reparto arretrato inglese, ha avuto un’iniezione alla giuntura del ginocchio la settimana scorsa ma secondo Sky Sports non ha recuperato in tempo. Come riportato dalla federazione inglese, Lawrence continuerà la sua riabilitazione al centro di allenamento della nazionale mentre il gruppo partirà per Roma. Tommy Freeman, normalmente ala, è stato dirottato al centro per coprire il buco lasciato dal compagno di club del Bath.
La rivoluzione Borthwick: nove cambi, record storico
La notizia che ha dominato la rassegna stampa sportiva britannica delle ultime ore è la formazione annunciata da Borthwick: nove cambi di uomini e tre posizionali rispetto all’undici che aveva perso con l’Irlanda. Sky Sports l’ha definita con un aggettivo preciso: quasi senza precedenti. The Rugby Paper la chiama semplicemente rivoluzione.
È il numero più alto di cambi mai effettuato dall’Inghilterra in tutta la storia del Sei Nazioni. Lo stesso commentatore di Sky Sports James Cole ha sintetizzato il dilemma così: Che sia un capolavoro tattico o un gesto di disperazione, lo dirà solo il risultato a Roma
Di seguito quella che la stampa britannica ipotizza sarà la formazione titolare: 15 Elliot Daly; 14 Tom Roebuck, 13 Tommy Freeman, 12 Seb Atkinson, 11 Cadan Murley; 10 Fin Smith, 9 Ben Spencer; 8 Ben Earl, 7 Tom Curry, 6 Guy Pepper, 5 Alex Coles, 4 Maro Itoje (cap.), 3 Joe Heyes, 2 Jamie George, 1 Ellis Genge.
In panchina: 16 Luke Cowan-Dickie, 17 Bevan Rodd, 18 Trevor Davison, 19 Ollie Chessum, 20 Sam Underhill, 21 Henry Pollock, 22 Jack van Poortvliet, 23 Marcus Smith.
Le mosse più discusse dai media: George Ford è fuori dal gruppo dei 23 dopo una prestazione deludente contro l’Irlanda. Al suo posto, Fin Smith fa il suo primo avvio dalla titolarità dalla finestra autunnale. Anche Freddie Steward, Fraser Dingwall e Henry Arundell sono tagliati dal 23. Torna invece dall’inizio Jamie George in mischia, e fa il suo esordio da titolare in questo Sei Nazioni Seb Atkinson al centro. Pollock, a dispetto della volontà ‘popolare’ ancora fuori dal XV di partenza.
Come sottolinea Yahoo Sports, la linea dei trequarti è completamente ridisegnata e nessuno dei raggruppamenti del reparto arretrato ha mai giocato insieme da titolare in un test match. Borthwick ha precisato in conferenza stampa che tuttavia i nuovi arrivati nel XV hanno trascorso le settimane di preparazione al torneo come secondo gruppo, acquisendo quindi familiarità nelle sessioni di allenamento.
Borthwick sotto pressione: cosa dicono i media britannici
La stampa britannica non usa giri di parole. Dopo il 42-21 subito in casa dall’Irlanda, con i britannici in svantaggio 22-0 nei primi 30 minuti, i commenti si sono fatti sempre più duri. Will Greenwood su Sky Sports ha bacchettato apertamente la prestazione inglese. L’ex grande Eddie Jones ha punzecchiato Borthwick, ricordando come il tecnico avesse dichiarato a inizio torneo di puntare al big match finale con la Francia — un errore di comunicazione che Jones ha interpretato come distrazione dai compiti immediati.
Borthwick ha risposto ai media con toni difensivi ma lucidi: Chiaramente, nei due ultimi match, l’intensità non era al livello che richiediamo. È un promemoria duro: se scendi dell’uno o due per cento a livello di test, vieni smascherato. Ha anche ammesso problemi di disciplina — due sin bin nella partita contro l’Irlanda, incluso quello a Henry Pollock — e un eccesso di palle perse che ha alimentato le ripartenze avversarie.
Sul fronte panchina, l’ex internazionale Andy Goode è stato netto: Se l’Inghilterra perde contro l’Italia, bisognerà fare domande serie. Se invece vediamo un netto miglioramento contro Italia e Francia, allora resta al suo posto. Secondo Sport Bible e altre testate, il nome di Andy Farrell comincia già a circolare come ipotetica alternativa.
Planet Rugby ha usato parole ancora più drastiche: Perdere con l’Italia sarebbe grave di per sé. Poi ci sarebbe la trasferta a Parigi nella serata — potenzialmente — del Grande Slam francese. Quello non è uscire dai binari, è precipitare da un dirupo.
Va detto, come precisano le stesse fonti britanniche, che secondo i vertici della RFU per ora la posizione di Borthwick non è in discussione, anche considerata la lunghissima striscia positiva appena conclusa. Ma il margine di errore si è assottigliato drasticamente.
Un dettaglio curioso ha catturato l’attenzione della stampa britannica questa settimana: Borthwick e i suoi giocatori hanno incontrato Thomas Tuchel, il commissario tecnico della nazionale di calcio inglese, che ha visitato il centro di allenamento a Surrey. Il coach di rugby ha rivelato di aver avuto in passato conversazioni simili con Gareth Southgate e con il tecnico di cricket Brendon McCullum su come gestire la pressione dell’opinione pubblica inglese.
Il messaggio di Borthwick è stato chiaro: Le aspettative fanno parte del territorio quando sei coinvolto nello sport inglese. Preferisco stare con la squadra su cui ci sono aspettative piuttosto che con quella senza. Non posso controllare quello che c’è fuori, ma posso controllare quello che c’è dentro
I numeri e la posta in gioco storica
L’Inghilterra ha vinto tutti e 26 i precedenti contro l’Italia nel Sei Nazioni. È l’unica sfida del torneo in cui una squadra mantiene un tasso di vittoria del 100%. Perdere all’Olimpico sabato significherebbe non solo uscire dalla corsa al titolo, ma scrivere una pagina storica — quella sbagliata — per il rugby inglese.
D’altra parte, come ricorda l’RFU stessa nel suo preview ufficiale, l’Italia di Quesada ha vinto tre delle ultime cinque partite casalinghe nel Sei Nazioni. E nel 2024 aveva perso di soli tre punti proprio contro l’Inghilterra: 27-24. Ben Earl, che sabato festeggerà la sua 50ª presenza in nazionale, sa bene quanto il campo dell’Olimpico possa essere insidioso. Di seguito alcune dichiarazioni dei protagonisti della fida.
Ben Earl: So che c’è una scintilla nel gruppo, un bagliore negli occhi di chi non ha reso quanto avrebbe dovuto. Sappiamo come rispondere
Ollie Chessum (in panchina): Chiedo ai tifosi di stare con noi. Sappiamo cosa dobbiamo fare
Lawrence Dallaglio, ex capitano dell’Inghilterra e ora commentatore: Sono onesto, è difficile essere un tifoso inglese in questo momento. Ma la rosa c’è, il talento c’è. Sabato bisogna vedere se c’è anche la testa
Italia vs Inghilterra · Stadio Olimpico, Roma · Sabato 7 marzo 2026 · Calcio d’inizio ore 17:40 (locali)
