
C’è un paradosso che sta diventando strutturale: i flussi turistici crescono, la demografia no. Il tema non riguarda solo l’Italia: lo racconta in questi giorni la newsletter di WorldPopulationReview, mettendo insieme Paesi con turismo in espansione e popolazioni in contrazione. L’idea di fondo è semplice: i visitatori aumentano, i residenti diminuiscono. Il punto, per noi, è capire dove lo sport entra davvero in questa storia, con dati misurabili e non impressioni.
L’Italia continua ad attrarre viaggiatori. Nel 2024 le presenze turistiche complessive negli esercizi ricettivi hanno raggiunto quota 458,4 milioni, con oltre 250 milioni di pernottamenti generati da visitatori stranieri, pari al 54,6% del totale. È un record che racconta un Paese visitato, osservato, consumato. Molto meno abitato.
Il turismo sportivo ha assunto un peso crescente, ma non sempre correttamente interpretato. Se si guarda solo agli eventi sportivi come motivazione primaria di viaggio dall’estero, il segmento resta numericamente contenuto. Secondo ENIT, nel 2024 l’Italia ha accolto 556 mila viaggiatori internazionali arrivati per vacanze legate allo sport, con 1,992 milioni di pernottamenti e una spesa complessiva di 338 milioni di euro. Rapportati al totale delle presenze turistiche nazionali, questi numeri valgono meno dello 0,5%. Il dato è chiaro: i grandi eventi, da soli, non spiegano il boom del turismo italiano.
Il cambio di scala avviene quando si allarga lo sguardo al turismo sportivo “attivo”, quello che trasforma la pratica sportiva in motivo centrale del viaggio. Il caso più evidente è il cicloturismo. Il rapporto ISNART–Legambiente “Viaggiare con la bici 2025” stima per il 2024 circa 89 milioni di presenze legate alla vacanza in bicicletta, con un impatto economico vicino ai 9,8 miliardi di euro. In termini di volumi, si tratta di una quota che incide attorno al 10% sul turismo complessivo, a seconda del perimetro adottato, e che soprattutto ha una caratteristica distintiva: distribuisce i flussi. Il cicloturista dorme, mangia, spende e torna, spesso fuori dai grandi centri urbani e lontano dai circuiti del turismo mordi e fuggi (come Sport24h abbiamo presentato il rapporto qui).
Lo stesso vale per il turismo outdoor e open air, che nel 2024 ha superato i 70 milioni di presenze secondo le stime di settore. Anche in questo caso i confini tra categorie sono porosi, perché una vacanza outdoor può includere bici, cammini, sport d’acqua o montagna. Ma il segnale è univoco: la motivazione sportiva non è più accessoria, è diventata uno dei principali motori della mobilità turistica.
Questo dato italiano si inserisce in un contesto internazionale che pone una questione più ampia. L’analisi pubblicata da World Population Review mette in relazione l’aumento dei flussi turistici con il declino demografico di diversi Paesi avanzati, dall’Europa orientale al Mediterraneo fino all’Asia orientale. L’idea di fondo è che i luoghi più visitati del mondo siano spesso quelli che perdono residenti. I numeri ufficiali confermano la tendenza, anche correggendo alcune stime divulgative. Nel 2024 il Giappone ha superato i 36,9 milioni di visitatori internazionali, la Spagna ha sfiorato i 94 milioni, la Grecia ha oltrepassato quota 40 milioni e il Portogallo ha registrato circa 29 milioni di arrivi dall’estero. In parallelo, tutti questi Paesi mostrano tassi di fertilità tra i più bassi al mondo e una popolazione in progressivo invecchiamento.
L’Italia non fa eccezione. Nel 2024 il tasso di fecondità è sceso a 1,18 figli per donna, nuovo minimo storico. Il rischio, sempre più evidente, è quello di un Paese attraversato da flussi continui di visitatori ma con una presenza residente sempre più fragile, soprattutto nelle aree interne e nei piccoli centri. È qui che il turismo sportivo diventa una variabile strutturale, non più marginale. A differenza del turismo iconico, concentrato su poche città e in finestre temporali ristrette, lo sport praticato genera permanenza, ritorno e stagionalità allargata.
Anche i grandi eventi rientrano in questa logica solo se lasciano eredità misurabili. Le stime ENIT–Unioncamere–ISNART indicano per Milano-Cortina 2026 circa 513 mila arrivi e una spesa turistica diretta nell’ordine dei 281 milioni di euro. È un impatto significativo, ma limitato nel tempo. Il vero nodo è capire se quell’evento rafforzerà infrastrutture, abitudini di viaggio e filiere sportive capaci di funzionare anche dopo l’accensione dell’ultimo braciere.
Il problema, quindi, non è tanto tra turismo e demografia, quanto tra modelli di turismo. Da una parte, presenze concentrate e territori saturi; dall’altra, aree che continuano a perdere abitanti ma che potrebbero intercettare domanda attraverso sport, outdoor e mobilità lenta. I numeri dicono che la domanda esiste già. La partita, ora, è tutta industriale e politica: decidere se lo sport debba restare un evento da calendario o diventare una infrastruttura permanente di viaggio e permanenza.
Per saperne di più
ISTAT – Flussi turistici nel quarto trimestre 2024: https://www.istat.it/en/press-release/tourist-flows-fourth-quarter-2024
ISTAT – Flussi turistici – III trimestre 2025: https://www.istat.it/comunicato-stampa/flussi-turistici-iii-trimestre-2025
Forniture Alberghiere Online – Turismo in Italia 2025 record: https://www.forniturealberghiereonline.it/blog-hotel/1047-cresce-il-turismo-in-italia-2-1-nel-2025-e-con-un-record-di-476-milioni-di-presenze
Camping Business – Turismo outdoor in Italia: https://www.campingbusiness.eu/en/turismo-outdoor-in-italia-previsti-quasi-68-milioni-di-presenze-nel-2025-in-crescita-gli-stranieri
ISNART – Turista Sportivo Report: https://www.isnart.it/it/report-sui-turismi/turista-sportivo-report-2023
ENIT – Italy among most popular destinations summer 2025: https://www.enit.it/en/italy–is-among–the-most-popular–destinations-for-summer-2025
